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Il bagurto ed il siplonto

Scritto da 25 Gennaio 2019 No Comments

L’importanza di SEO e indicizzazione.
Nella storia di un bottegaio e del suo cliente.

Il sig. Barigozzi aveva il negozio meglio fornito di tutto il paese. E, fin dal mattino, bastava sentire il rumore sferragliante della saracinesca che si alzava, per sapere che, se durante il giorno fosse sorta l’esigenza di comperare qualcosa, sarebbe bastato andare da Barigozzi, e chiedere. 

Aveva sempre tutto quello che serviva. Tutto. 

Un giorno, arrivò in paese un forestiero. Era vestito con abiti molto eleganti: una camicia bianchissima sbucava da sotto al blu intenso della sua giacca di sartoria. Aveva la barba scura, e curata, e si guardava attorno, incuriosito. 

D’un tratto, colpito dall’insegna che riportava la scritta “Barigozzi, negozio di tutte le cose”, il forestiero decise di entrare. 

«Buongiorno! – lo accolse il Barigozzi, con il viso tondo e gli occhialetti appoggiati sul naso a patata – Posso aiutarla?». 
Il forestiero si guardò attorno, nella bottega zeppa di oggetti e prodotti appesi un po’ ovunque, e poi disse solo: «Avete un siplonto?». 
Barigozzi strabuzzò gli occhi: «Mi scusi?», domandò, incredulo.
Incredulo perché, per la prima volta nella sua vita, sentiva il nome di un prodotto che non figurava nel suo ricchissimo, sterminato catalogo. 
«Con impugnatura in gomma, grazie…», precisò il forestiero. 
«Ah! – Finse di aver capito, Barigozzi – Sta cercando un bagurto! In ferro o acciaio?».
Il forestiero, sorpreso a sua volta, precisò: «No, guardi… vorrei un siplonto. Corpo in acciaio, ma impugnatura in gomma, grazie…».
«Guardi, se vuole ho un bellissimo bagurto in acciaio, con perno e molla in ferro, e impugnatura in gomma…», insisté il Barigozzi, che iniziava a spazientirsi. 
«Sì, però… – deglutì un crescente nervosismo, il forestiero – Però, le ho chiesto un siplonto…», sibilò. 
«Ma guardi che il bagurto…», ribatté Barigozzi. 

Discussero, alzarono la voce, urlarono. 

Finché Barigozzi, infuriato, frugò rumorosamente nel terzo cassetto del secondo espositore a destra, tirò fuori il bagurto, e lo sbatté sul bancone.

Calò il silenzio. 

Poi, il forestieri esclamò: «Ecco il siplonto che cercavo!».

Entrambi scoppiarono in una fragorosa risata. E capirono, quel giorno, che non sempre tutti chiamano le stesse cose allo stesso modo. Per questo, comprendere il punto di vista dell’altro e i suoi desideri è fondamentale: per lavorare meglio e, soprattutto, per litigare meno.

E, comunque, non si chiama né bagurto né siplonto. Si chiama pinza.

Federico Di Leva

Autore Federico Di Leva

Forse non mi conoscete, anche se sono Sovrano di Retorica. Sono il Signore del Regno dell’Anacoluto e Principe di Consecutio. Sono Colui che ha navigato al di là della Galassia della Metafora, oltre la Nebulosa dell'Analogia, fino a scorgere il bagliore del remoto Sole di Adynaton. Ho lottato contro eserciti di parole, armato solo della mia penna, per fare in modo che mi obbedissero tutti: Sostantivi ed Aggettivi, il popolo dei Verbi e quello dei loro cugini, gli Avverbi. Ho assistito al crollo della Città di Interpunzione, alla scomparsa delle virgole, alla morte dei punti e virgola. Ho visto calare, sul linguaggio, il velo di tre puntini di sospensione. E sono sopravvissuto. Sono Federico. E tutto quello che dovete sapere, su di me, è che sono uno scrittore.

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